usabilità del web

Originariamente la parola usabilità deriva dalla progettazione dei software: dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e l’intelligenza artificiale all’informatica.

Questi erano e sono tuttora i principati attributi dell’usabilità definiti nel Sun Usability Lab:

1. Utilità
2. Facilità di apprendimento
3. Efficienza
4. Facilità di ricordo
5. Quantità di errori
6. Soddisfazione

Il punto di vista dell’utente è la prima cosa di cui tenere conto nella progettazione e produzione di un sito web.
La scelta più facile sarebbe quella di cadere nel tranello della tecnologia a tutti i costi, del “facciamo colpo sul cliente”.

Mentre, nel costruire schemi di navigazione, grafica e database occorre sempre chiedersi: “come si comporteranno i visitatori, che vantaggi ne trarranno?”

In tutte le fasi della progettazione occorre sempre avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere, conoscendo soprattutto le necessità degli utenti, prevedendo i loro comportamenti nel sito.

Comportamenti = Cosa fa L’utente
Risultati = Che cosa ottiene
Senzazioni = Come si sente l’utente quando arriva nel nostro sito

Ma a questo punto si entra nel campo dellesperienza di navigazione da lato dell’utente che si chiama User Experience.

A tale punto sappiamo che non è facile fare un sito web che ha tutto ciò ma se viene studiato bene con uno
schema iniziale e farci prima alcune domande si posso avere ottimi risultati.

marzo 17, 2010 at 2:11 pm Lascia un commento

Colore Texture

I Supporti per la comunicazione visiva sono il segno, il colore, la luce, ilmovimento.
Come può essere definita la “comunicazione visiva”?
Praticamente tutto ciò che i nostri occhi vedono è comunicazione visiva.
Si dice comunicazione pratica quella ad esempio di un disegno tecnico,
comunicazione estetica quella che ci informa delle linee armoniche che
compongono una forma, dei rapporti volumetrici di una costruzione
bidimensionale e tridimensionale.
La comunicazione avviene con qualsiasi cosa che colpisca i nostri sensi, sonori,
termici, dinamici, ecc.
Fanno parte del supporto secondo Munari:
la texture, la forma, la struttura, il modulo, il movimento.
Le superfici uniformi, con una caratterizzazione materica si possono animare
addensando o diradando le texture fino ad arrivare alla creazione di figure con una
struttura ritmica.
La texture è la sensibilizzazione di una superficie mediante segni che non ne
alterino l’uniformità.

Creare un interesse visivo in una zona di un foglio.
Per texture si intende la creazione uno stacco visivo tra la zona dentro il
segno e il resto del foglio bianco.
È questa una delle più elementari textures fatte istintivamente con lo scopo di
sensibilizzare una superficie.
Vi sono molti modi di sensibilizzare una superficie e quello che gli americani
definiscono come «texture» noi lo definiremmo come «grana» (nel senso di
granulosità) negli intonaci, nelle varie superfici delle pareti; come «zigrinatura»
nelle lastre metalliche; come «tessitura» nei tessuti.
Si può quindi sperimentare il come fare delle textures usando qualunque mezzo,
da quello tradizinale a quello meccanico, dalle bombolette di vernice spray ai
pastelli o quel che si vuole.
L’esperimento servirà a conoscere quanti tipi di textures ci possono
essere, sempre restando nel principio di ideare delle superfici
assolutamente uniformi.

marzo 5, 2010 at 11:08 am Lascia un commento

google buzz

Nemmeno 3 giorni di vita e Google Buzz conta gia’ decine di milioni di utilizzatori che hanno pubblicato piu’ di 9 mln fra post e commenti.

Circa 200 sono i contenuti pubblicati ogni minuto dai cellulari.

Continua a leggere febbraio 12, 2010 at 3:34 pm Lascia un commento

Google svela il suo Tablet e lancia la sfida all’iPad

google tablUna mano sinistra tocca lo schermo di un tablet e con il tocco di un dito apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente una mano destra fa partire la navigazione in rete, fa ricerche online, salva fotografie e organizza le finestre all’interno dello schermo. Non si tratta della dimostrazione del tanto discusso iPad di Apple, ma del “concept” del nuovo prodotto che Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla “tavoletta elettronica” sensibile al tatto appena lanciata dalla casa della Mela morsicata. Si apre, dunque, un nuovo episodio della “guerra” tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell’iPhone.
La notizia è stata pubblicata in sordina sul blog di Google dedicato allo sviluppo del sistema operativo Chrome addirittura due giorni prima della presentazione, in pompa magna, dell’iPad di Apple. Ma solo da qualche ora ha iniziato a fare il giro del mondo. Google, secondo le scarne informazioni ufficiali affiancate da alcune foto e da un video di quaranta secondi, starebbe pensando dunque a un tablet che potrebbe avere uno schermo grande tra i 5 e i 10 pollici, potrebbe supportare i gesti delle mani (quei movimenti delle dita che permettono, ad esempio, di fare lo zoom su una foto o andare avanti o indietro mentre si naviga in rete) e potrebbe avere un’interfaccia intuitiva con menu unificati che permettono, attraverso una grafica accattivante, di lanciare con pochi gesti una ricerca su internet, la consultazione delle ultime notizie, la posta elettronica o una pagina bianca su cui scrivere.

Non è tutto, perché la novità più grande potrebbe essere il “multitasking”, ovvero quella caratteristica tipica dei computer  -  ma non presente nell’iPhone e molto probabilmente neanche nell’iPad  -  che permette di lanciare diverse applicazioni nello stesso momento, navigando su internet e prendendo appunti, ad esempio, o consultando la posta elettronica mentre si guardano le foto dell’ultima vacanza e si ascolta musica.

febbraio 5, 2010 at 11:05 am Lascia un commento

Eva Herzigova torna dopo sei anni di black out

raimondo ciofaniDopo sei anni di black out, è di nuovo sotto i riflettori il marchio Swish Jeans, con una compagna interpretata da Eva Herzigova e siglata dallo slogan “Swish Jeans returns, it’s just emotion!”. Una rentrée all’insegna della continuità che vede in pista anche lo stilista Raimondo Ciofani, che oggi si occupa nuovamente del marchio da lui creato.
Come preannunciato dalla notizia su fashionmagazine.it del 28 marzo 2007, Swish Jeans punta a riconquistare gli spazi perduti, dopo l’uscita di scena nel 2001. Oggi proprietaria del marchio è la Accessories Italian Fashion di Bari, che si occupa anche della produzione e distribuzione degli accessori. La Ump, sempre di Bari, è invece licenziataria per l’abbigliamento. “Intanto – come spiega a fashionmagazine.it Raimondo Ciofani – sono in fase di definizione licenze per intimo, beachwear, sportswear e baby dal prossimo inverno”.
“Al momento – prosegue Ciofani – è in distribuzione un primo flash della linea, che sarà presente nei negozi di target medio-alto con l’offerta completa a partire dalla primavera-estate 2008”. La collezione, che non si rivolge solo alle teen-ager, sarà venduta presso jeanserie evolute e canali fashion (un jeans costerà dai 130 ai 200 euro sell out).
Nato nel 1994, Swish Jeans si è imposto con campagne pubblicitarie di grande impatto visivo siglate dall’agenzia Saatchi & Saatchi e interpretate da testimonial del calibro di Eva Herzigova, Naomi Campbell, Claudia Schiffer e tante altre, che hanno portato sulle passerelle del prêt-à-porter milanese le creazioni siglate dalla griffe. Oggi per il suo rilancio è stato stanziato un budget in comunicazione di 2 milioni di euro l’anno per tre anni.
Intanto, il 12 ottobre si attende un evento a Roma per siglare questa “nuova vita” del marchio mentre dalla prossima stagione l’obiettivo è quello di tornare in passerella, se il mercato darà buoni segnali.
c.me.

novembre 19, 2009 at 2:08 pm Lascia un commento

L’alta moda guarda al web

Federico Marchetti, fondatore di YOOX Group, sito di shopping online.l trattamento privilegiato riservato a Marchetti è la dimostrazione di una tendenza dei marchi del lusso, che cercano su Internet un nuovo mezzo di diffusione presso il grande pubblico. Un nuovo segnale per il mondo ultragerarchico della moda, descritto dal quotidiano finanziario Wall Street Journal.

Una grande rivoluzione, se si pensa che fino a qualche anno fa – spiega Christina Binkley del WSJ – Marchetti era costretto a procurarsi da solo i biglietti per assistere alle sfilate, mentre la prima fila era esclusivamente riservata ai grandi buyer e agli editori. Nell’ultimo anno, però, Yoox ha allargato il suo business creando dei veri e propri negozi online monomarca per marchi del lusso come D&G e Jil Sander e come per incanto è stato invitato a molte sfilate.

Nel parterre della moda non c’era posto solo per i siti dello shopping online: anche i quattro blogger più celebri, Bryanboy.com, JakandJil.com, il francese GaranceDore.fr e il celebre The Sartorialist hanno trovato il loro posto in prima fila corredato di laptop e si sono potuti sedere, quasi increduli, al fianco della regina della moda Anna Wintour.

Ed ecco cosa ha annotato in diretta Tommy Ton di JakandJil.com, senza mascherare una certa emozione, attraverso il computer fornito da Dolce e Gabbana: “Un anno fa dovevo aspettare fuori e gli arrivi e le uscite, e ora sono seduto qui”.

A lungo le case di moda hanno trattato con diffidenza il mondo della Rete, un “postaccio” dove i consumatori possono confrontare i prezzi prima di acquistare la merce.

Ora Yoox si prepara a lanciare negozi virtuali per marchi come Bally, Valentino, Pucci e Marni. Lunedì, in partnership con Seidimoda, Yoox lancerà una vendita speciale di It-bag, le borse di culto della stagione, riservata agli utenti del nostro sito. In questa stagione Luis Vuitton e Burberry hanno inaugurato i propri profili su Twitter e Facebook. (continua…)

novembre 18, 2009 at 11:29 pm Lascia un commento

Google Vs Bing chi la spunta?

google_vs_bing

I MOTORI di ricerca dei due rivali storici, Google e Microsoft, si sfidano a colpi di innovazioni.
Mountain View sta per integrare un jukebox musicale e i messaggi di Twitter; Redmond si accorda con Twitter e Facebook per inserirne i contenuti nel suo Bing. Lo sforzo è sempre quello di arrivare al motore di ricerca perfetto, che soddisfi tutte le domande dell’utente in rete.

Una veloce ricerca sul motore più diffuso al mondo e potremo ascoltare musica gratis; con un altro clic, comprare una canzone.
È questo il senso di una nuova funzione che il colosso di Mountain View annuncerà il 28 ottobre.
E anche se Google per ora non conferma né smentisce, le voci si sono diffuse d’un lampo su tutto il web.
Le riporta anche il Wall Street Journal, che ha avuto conferme da proprie fonti. Per esempio, cerchiamo “Genesis”: adesso su Google ci appaiono link con siti sulla band, ma anche foto e video tratti da YouTube. A questo mix di cose- tutto nello stesso contenitore, cioè la pagina della ricerca- si aggiungerà anche la possibilità di ascoltare canzoni di quel gruppo. Google, secondo le voci di corridoio, offrirà le canzoni con link ai servizi musicali di Lala e Like (posseduto da News Corp), che funzionano come jukebox gratuiti su internet. Se l’utente clicca sui link, apparirà la maschera del servizio scelto (Lala o iLike); partirà la canzone, ascoltabile gratis. Con un clic potrà anche comprarla, per conservarla sull’hard disk.

In futuro Google farà accordi anche con Apple (iTunes) e Amazon, per offrire canzoni dai loro archivi. Tutti questi servizi (eccetto quello di Amazon) sono accessibili anche in Italia. La nuova funzione di Google dovrebbe quindi apparire pure nelle nostre ricerche.

Microsoft. Ma perché tutta questa eccitazione e fuga di notizie intorno a una nuova funzione del motore di Google? Perché si sta consumando una guerra di massimi sistemi tra motori di ricerca. Dopo anni di imperturbato dominio, Google ora ha un avversario pericoloso: il motore Bing, di Microsoft. Un motore che in alcuni aspetti è più innovativo di Google e che continua a potenziarsi. Notizia di ieri è l’accordo tra Microsoft, Twitter e Facebook: in Bing entreranno i contenuti pubblici di questi siti. Significa che Bing si aprirà al cosiddetto “web in tempo reale” (”real time web”): permetterà di trovare i commenti e i messaggi scritti dagli utenti di Twitter e Facebook, già un instante dopo che vengono scritti. Ad esempio, per seguire in tempo reale l’evolversi di una notizia riportata dagli utenti di Twitter presenti a un evento, una manifestazione, un moto di piazza. Ci sono già numerosi motori di ricerca che permettono di trovare contenuti nel real time web, ma adesso il fenomeno interessa sempre di più i big di internet.

Non a caso, sempre oggi Google annuncia un accordo parallelo e analogo con Twitter. “Data l’importanza di questo fenomeno e di ciò che oggi rappresenta, siamo felici di poter annunciare che abbiamo raggiunto un accordo con Twitter per includere i loro aggiornamenti all’interno dei risultati di ricerca di Google”, si legge nel suo blog. ” In questo modo, la prossima volta che cercherete informazioni legate a commenti in tempo reale, ad esempio informazioni sulle condizioni meteo nella vostra località sciistica preferita, potrete trovare i tweet di utenti che si trovano già là e che hanno deciso di condividere le ultime informazioni sul posto”.

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novembre 11, 2009 at 11:56 pm Lascia un commento

Bing

interfaccia-490E luce fu. Quel che era Live Search, quel che è stato Kumo, il 3 Giugno sarà Bing. Microsoft ha battezzato la propria nuova creatura senza tuttavia avviare ufficialmente i motori, rinviando il tutto di pochi giorni e rilasciando soltanto qualche primo screenshot a stuzzicare l’appetito. Bing sarà osservato speciale per molto tempo: perché Google deve giocoforza tenere in considerazione le mosse di Redmond; perchè Yahoo sta cercando di tenere il coltello dalla parte del manico nelle trattative per un accordo sull’advertising; perché Microsoft è probabilmente all’ultimo appello per quanto concernente la ricerca online.

Tutto è stato studiato nei dettagli. L’annuncio giunge da Steve Ballmer, numero uno del gruppo dopo l’abbandono di Bill Gates, in occasione della D: All Things Digital conference potendo approfittare dei riflettori di tutto il mondo dei media (che in giornata aveva già potuto sentire Carol Bartz proporre il proprio punto di vista sul futuro di Yahoo). Una pagina bianca è destinata a creare l’attesa ed i comunicati ufficiali sono pronti a direzionare su una precisa direttrice le chiavi interpretative che il motore intende solleticare. Con una precisazione su tutte: nessuno parli di “search engine” (motore di ricerca), perchè Bing intende essere un “decision engine” (motore di decisioni). Di qui tutto discerne.

«Bing è stato specificatamente progettato per partire dai benefici degli odierni motori di ricerca, ma cercando di muoversi in questa esperienza con un nuovo approccio alla user experience e con strumenti intuitivi che aiutino gli utenti a prendere decisioni migliori, focalizzandosi inizialmente su quattro aree verticali fondamentali: effettuare decisioni di acquisto, pianificare un viaggio, indagare su condizioni di salute o trovare business locali». Il motore, insomma, non chiede soltanto un termine di ciò che si sta cercando, ma si chiede all’utente anche di proporre una prima indicazione semantica relativa al tipo di risultato che si intende ottenere. Così facendo le SERP dovrebbero essere molto più orientate, stabilendo un rapporto più diretto con l’utente ed evitando a quest’ultimo lo sforzo di ricerca nel contesto dei “10 link blu” che costituiscono la tipica risposta alle query proposte a Google.

Microsoft lo ha reso chiaro fin dai giorni scorsi, quando è trapelata l’idea di un forte investimento promozionale voluto per instillare un dubbio nella testa degli utenti del web: e se potesse esistere anche un tipo di ricerca differente? Bing intende essere l’anti-Google, sì. Un approccio diverso, un tipo di soluzione differente, ma una proposta assolutamente alternativa. I due big si guarderanno negli occhi ed il braccio di ferro può ricominciare. E ad oggi è Google a dettare le regole del gioco.

Su Bing c’è però ancor molto da sapere, e tutto quel che è possibile conoscere ad oggi è quel che Microsoft ha lasciato trapelare. Se lo abbiamo definito “Bing Bang”, però, non è solo per avere un titolo ad effetto: in un modo o nell’altro, qualcosa è finito e qualcosa sta per iniziare. Ed in ogni caso l’effetto sarà esplosivo. La deflagrazione, tutto sommato, è già iniziata: se addirittura Steve Wozniak giunge a dirsi «impressionato» dalla presentazione offerta, qualcosa deve pur significare…

novembre 8, 2009 at 11:13 am Lascia un commento

la sexy meteorina greca

petroula_kostidou_04 Si chiama Petroula Kostidou, e sul web l’hanno gia’ incoronata ‘Presentatrice meteo piu’ sexy del mondo’. La ‘meteorina’ della rete greca   Star ogni sera predice il tempo spogliandosi sempre di piu’ a seconda delle temperature. E quando fa molto caldo, e’ in bikini o tanga oppure in tenute trasparenti che non nascondono quasi nulla. Ma e’ soprattutto con le sue movenze erotiche che ha sedotto adulti e ragazzi, non solo in Grecia ma anche nel resto del mondo.

secondo voi domani che fa piove, nevica, sole?

novembre 5, 2009 at 6:32 pm Lascia un commento

Il futuro del Web 2.0 web 3

Il Web 2.0 è una nuova visione di Internet che ha appena cominciato ad influenzare il vostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete.Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio registrato dai Microsoft o Google, ma un un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e innovativo.

Riporto una citazione di Tim Berners-Lee, che credo non abbia bisogno di presentazioni: Le persone si chiedono che cosa sia il Web 3.0. Penso che, forse, quando si sarà ottenuta una sovrapposizione della Grafica Vettoriale Scalabile (oggi tutto appare poco nitido, con pieghe e increspature) nel Web 2.0 e l’accesso ad un Web semantico integrato attraverso un grosso quantitativo di dati, si potrà ottenere l’accesso ad un’incredibile risorsa di dati.

La citazione è di ben 3 anni fa (2005): ma la nube di confusione attorno al fenomeno non si è certo schiarita.

 

novembre 5, 2009 at 9:21 am Lascia un commento

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